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Personalita' di rilievo vissute nel nostro comune

Juan Caramuel LOBKOVVITZ
benedettino, profondo teologo, matematico e umanista, filosofo, creato vescovo di Satriano e Campagna dal Papa Alessandro VII il 4 Luglio 1657, elesse la sua residenza a Sant'Angelo le Fratte ove costruì il palazzo episcopale su suo progetto e impiantò una elegante tipografia da cui uscirono libri di chiari e nitidi caratteri.
Tra questi l'opera che rileva tutto il dottissimo Vescovo, scrive Giallorenzi, è "Conceptus Evangelici Caramuelis Mariae Liber".
Questo aureissimo volume nel 1652 fu stampato a Praga per i tipi Schyparti, e nel 1665 a Sant'Angelo le Fratte ristampato per i tipi Episcopali. Costantino Gatta nelle "Memorie della Lucania" e proprio in una nota, asserisce che a Praga si conservano gli innumerevoli manoscritti di Giovanni Caramuele, i quali visti una volta da un principe del luogo, gli fecero meravigliando esclamare: "Io non sono competente, ma certo grande deve essere l'autore che ha potuto scrivere tanto".
In uno scritto del 1670 espose i principi generali delle potenze a base n, che si inserisce nel quadro della ricerca che infine porterà al calcolo binario. Propose inoltre un metodo per la trisezione degli angoli e sviluppò un sistema di logaritmi a base 10^9. Infine studiò un sistema per determinare la longitudine sulla base della posizione della luna. Fu fautore del probabilismo, sistema di teologia morale che poi fu adottato dalla Compagnia di Gesù

Giovanni Francesco MANGIERI

gentiluomo, celebre giureconsulto e persona assai applicata alle buone lettere; Nel 1781 fu Sacerdote facente parte del clero di Sant'Angelo le Fratte.
Visse contemporaneamente al Casalicchio e al Caramuele.
Si meritò la stima dei dotti del tempo.

Padre Carlo CASALICCHIO
visse a Sant'Angelo le Fratte nel XVII secolo; religioso profondo, teologo, scrittore, lasciò numerose opere di argomento mistico.
Fu fondatore della Congregazione di Gesù e Maria ed il Monte Frumentario.

Mario De PIETRO
classe 1915, dottore in giurisprudenza, sottotenente di complemento presso il 158° fanteria "Liguria".
Durante un violento contrattacco contro preponderanti forze nemiche, dava prova di spiccato valore personale e sereno sprezzo del pericolo.
Mentre alla testa del suo reparto, già duramente provato, stava per raggiungere l'obiettivo assegnatogli, colpito a morte, immolava alla Patria la sua fiorente giovinezza.
 

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